Un uomo di 77 anni ha perso la vita in seguito alla infezione da West Nile. Il decesso si è registrato all’ospedale Spallanzani nelle prime ore del giorno, dove l’anziano era ricoverato. Questa morte che si è registrata è la seconda nel Lazio. Secondo quanto si è appreso l’uomo aveva avuto un trapianto cardiaco.

Il clima peggiora le malattie reumatologiche

Il cambiamento climatico e le temperature estreme come quelle registrate in questi giorni sono una sfida crescente anche per i milioni di persone affette da malattie reumatologiche. «Fenomeni quali ondate di calore, aumenti dell’umidità e dell’inquinamento atmosferico possono influire sulla comparsa e la recrudescenza di artrite reumatoide, lupus e gotta portando anche a un aumento delle ospedalizzazioni», spiega Andrea Doria, presidente della Società italiana di reumatologia (Sir). «L’esposizione a temperature elevate stimola il rilascio di citochine infiammatorie e aumenta lo stress ossidativo, peggiorando i sintomi di molte malattie autoimmuni», aggiunge il past president Gian Domenico Sebastiani. «L’inquinamento atmosferico, invece, può agire sull’epigenetica ossia modificare il modo in cui i nostri geni funzionano, ’accendendo’ quelli che scatenano infiammazione o autoimmunità e favorendo l’insorgenza di malattie reumatiche in persone predisposte». Eventi estremi possono interferire con l’accesso alle cure, nella catena di distribuzione dei farmaci, sulla produzione di cibo e sulla diffusione di minacce un tempo lontane. «Il West Nile, che attualmente sta destando particolare preoccupazione, rappresenta un pericolo per chi convive con una malattia reumatologica e ha un sistema immunitario reso più fragile dall’assunzione di farmaci immunosoppressori», continua Sebastiani e prosegue: «Il clima sta modificando anche il microbioma, condizionando il potenziale sviluppo di malattie reumatiche autoimmuni».