TBILISI - La battaglia inizialmente ovattata, nel senso che Ucraina e Russia, anzi AIN (Atleti Individuali Neutrali) tanto per usare la pelosa e ipocrita denominazione ufficiale, salgono sulla pedana del fioretto a squadre come se si entrasse in un teatro d’opera - solo qualche brusio e qualche «cinque alto», in questo caso, per caricarsi e mettere a fuoco la concentrazione -, si trasforma nella chiassosa festa della mini claque gialloblù (con Olga Kharlan, la fuoriclasse della sciabola nel suo anno sabbatico, a orchestrare tutto) quando Alina Poloziuk chiude l’assalto conclusivo contro Polina Kozaeva e fissa il 45-36 finale. Almeno qui, nella scherma, ha vinto l’Ucraina e le urla di gioia si uniscono a quelle che giungono dalla striscia dove si è consumato il successo. Gioia sportiva invero durata poco perché nel turno successivo l'Italia batteva l'Ucraina 45-34 ed andava in semifinale. Ma la sfida da vincere assolutamente era quella precedente.