Le strade italiane, si sa, sono un teatro di caos e destini incrociati, dove ogni anno si consuma una tragedia statistica che non smette di inquietare. Nel 2024, gli incidenti stradali sono stati 173.364, un aumento del 4,1% rispetto al 2023. I feriti, 233.853, seguono lo stesso trend (+4,1%). Le vittime, per fortuna, scendono leggermente a 3.030 (-0,3%), ma il confronto con il 2019 racconta una storia agrodolce: meno morti (-4,5%) e feriti (-3,1%), ma un lieve aumento degli incidenti (+0,7%). E a pagare il prezzo più alto, come sempre, sono le categorie più fragili: motociclisti e monopattinisti, che sfrecciano tra l’asfalto e il rischio con una vulnerabilità che i numeri urlano forte.

In questo scenario arriva l’alcolock, il dispositivo che dal 26 luglio obbliga chi è stato condannato per guida in stato d’ebbrezza a soffiare in un etilometro per avviare il motore. “Una vera stretta per chi intende guidare in stato alterato dall’alcol,” dice Giordano Biserni, presidente di ASAPS, con quel tono che mescola soddisfazione e monito. E come dargli torto? Se il tuo tasso alcolemico supera gli 0,8 grammi per litro, scatta l’obbligo: due anni di alcolock per livelli tra 0,8 e 1,5 g/l, tre anni oltre 1,5 g/l. Costo? Tra 1.500 e 2.000 euro, più tarature annuali e boccagli monouso, tutto a carico del trasgressore. Un salasso, certo, ma anche un messaggio chiaro: bevi, e la tua auto resta muta.