Ieri Papa Leone XIV ha incontrato il metropolita di Volokolamsk, in Russia, Antonij. L’aggettivo «storico» si spreca il più delle volte per banalità, ma non in questo caso. La ragione è evidente. Antonij è il presidente del Dipartimento per le Relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca: ovvero il “ministro degli Esteri” della Chiesa ortodossa russa.
Parla con piena autorità a nome del patriarca di Mosca, Kirill, e già lo ha rappresentato al funerale di Papa Francesco.
Quello di ieri è stato insomma un incontro fra i vertici massimi della Chiesa Cattolica e dell’Ortodossia russa, stante che adesso un colloquio diretto fra Leone e Kirill è impensabile. Del resto Antonij ha accumulato negli anni esperienza preziosa a Roma, diventando, nel 2011, segretario delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia. E se resta il contrario di un ecumenista, l’ecumenismo lo conosce be ne.
Leone ed Antonij hanno parlato anche di Medioriente (la Russia è decisiva pure in quello scacchiere), ma al centro del colloquio c’è stata ovviamente l’Ucraina. Antonji lo ha sottolineato, ricordando a Leone (riferisce il Patriarcato) la persecuzione (così dice Mosca) della Chiesa ortodossa ucraina.







