Dal colosso californiano dello streaming approda sulle nostre (smart) TV un format rivoluzionario che ha già conquistato gli amanti del trash di mezzo mondo. Tra corpi tatuati, fisici scolpiti e sguardi maliziosi, Too Hot to Handle si impone fin da subito come il nuovo punto di riferimento per quel filone di reality che, sulla TV tradizionale, ha già sfornato cult come Temptation Island ed Ex on the Beach.

Ma qui la posta in gioco si alza, e l’indice di provocazione raggiunge vette decisamente più audaci. La premessa dello show prodotto in casa Netflix è piuttosto semplice. Dieci giovani, equamente divisi tra gentiluomini e gentildonne, spendono le vacanze tutti insieme in una villa caraibica, con tanto di piscina e tutti i comfort possibili. L’obiettivo? restare lontani dalla tentazione della carne. A vigilare sul gruppo, meticolosa selezione di soggetti altamente libidinosi, Lana, un’entità digitale super-etica che tiene sotto controllo tutti gli angoli della villa per mezzo di telecamere nascoste. L’obiettivo di Lana è insegnare il vero amore a queste anime soggiogate dalla passione, anche grazie a un prezioso incentivo di 100mila euro.

Una cifra che, al termine del soggiorno, viene divisa tra i concorrenti, a patto che ne rimanga qualcosa. Sì, perché l’insidia c’è, ed è piuttosto grossa per questi specifici soggetti: sesso vietato, così come qualsiasi attività correlata. A ogni trasgressione, una cifra viene sottratta al totale, che si riduce tra le effusioni dei più inclini al peccato e la furia di chi invece è disposto a resistere per il denaro. Perfidia degli autori - e gioia dello spettatore - è la tentazione a cui vengono esposti i cosiddetti “cacciatori” sulla via della redenzione: massaggi sensuali, bagni nudi in piscina e letti condivisi, rigorosamente casti tuttavia.