Stop ai prestiti facili. E arrivano i tutor contro il sovraindebitamento delle famiglie. Il Dipartimento del Tesoro ha avviato la consultazione sullo schema di decreto legislativo con cui verrà recepita la direttiva europea sul credito al consumo. La direttiva Ue va recepita entro novembre e, tra le altre cose, prevede una più dettagliata disciplina della valutazione del merito creditizio. Bisognerà valutare attentamente se il debitore è in grado di restituire il prestito prima di concederlo. Ma saranno anche posti limiti all'IA: il consumatore potrà chiedere e ottenere dal finanziatore l'intervento umano nel caso in cui la valutazione si fondi, anche solo in parte, sull'utilizzo di sistemi di trattamento automatizzato dei propri dati personali. La Consumer Credit Directive 2, la seconda direttiva europea sul credito al consumo, pubblicata nell'autunno del 2023, chiede inoltre una razionalizzazione dell'informativa da fornire al consumatore, sia nella fase pubblicitaria sia nella fase precontrattuale. Dovranno poi essere garantiti servizi di consulenza sul debito per i consumatori in condizioni di fragilità economica. Infine, si punta su un affinamento delle misure di tolleranza volte ad affrontare in maniera proattiva il rischio di credito emergente prima dell'avvio di procedimenti esecutivi. La parola d'ordine è: trasparenza. Il finanziatore o l'intermediario del credito, così prevede lo schema di decreto del Mef, dovrà mettere a disposizione dei consumatori, in qualsiasi momento, informazioni generali chiare e comprensibili relative ai contratti di credito disponibili.
Prestiti facili, più verifiche sui debitori: cosa cambia per i finanziamenti
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