Se si chiede ai Calibro 35 – supergruppo strumentale che riunisce varie eccellenze italiane – perché abbiano deciso di suonare strumenti analogici in un’era prettamente digitale, forniscono una spiegazione molto semplice. «Non perché fa figo. La verità è che, banalmente, si fa prima: basta collegare tutto e si parte» dice Enrico Gabrielli, che nel gruppo è titolare di tastiere e fiati. «E poi offrono un sacco di idee, ma senza essere dispersivi. A volte gli orizzonti troppo vasti sono un bel problema».