Lavori di potenziamento, problemi alla rete elettrica, sovraffollamento di convogli, guasto al treno precedente, binari vetusti, soprattutto la linea Roma-Firenze congestionata con oltre 400 treni al giorno. Già nel 2018, sette anni fa, la circolazione dei treni Italo e Frecciarossa subiva ritardi costanti (il Corriere aveva scritto qui in un’inchiesta). Il problema, dunque, esisteva già allora. Certo, non con la frequenza e le dimensioni attuali. Sul banco degli imputati, oggi come allora, finisce soprattutto Rfi, che gestisce la rete ed è una controllata di Ferrovie.
Alta velocità, Roma-Firenze sul banco degli imputati: troppo lenta (per colpa dei regionali)
L’Authority dei Trasporti ha deciso di far transitare sulla direttissima solo i treni con velocità minima di 200 km all’ora. Peccato che su quella tratta viaggino anche i convogli dei pendolari a 150. La protesta delle Regioni







