Negli ultimi anni, sempre più spesso si sentono segnalazioni di criceti avvistati nei parchi pubblici o lungo i marciapiedi. Qualcuno ancora vivo, la maggior parte purtroppo già morti. Piccoli, inermi, lasciati allo sbaraglio come se fossero rifiuti. Uno degli episodi più recenti è avvenuto a Villa Ankuri, tra Massa e Cozzile e Buggiano, in provincia di Pistoia, ma è solo uno dei tanti. A dare l’allarme è stata una donna che, passeggiando nel parco, ha notato una casetta per roditori e due ciotoline. Avvicinandosi, ha scoperto i corpi di criceti morti di stenti e colpiti dal sole implacabile di giugno. Ha condiviso la scena sui social, indignata: “Potevano chiamare qualcuno, un’associazione, un negozio – di legge nei commenti -. Ma no, li hanno lasciati lì come se non valessero nulla”.
Abbandonato dopo l’arrivo del nuovo cucciolo, il cane Onix continua a vivere dietro il cancello di casa
26 Luglio 2025
Non è solo colpa dell’estate
L’abbandono degli animali in estate è un fenomeno noto, ma nel caso dei criceti c’è una dinamica ancora più sottile e poco discussa: l’arrivo delle cucciolate. Molti proprietari inesperti, dopo aver comprato una coppia di criceti "per i bambini", si ritrovano in poche settimane con una gabbia piena di piccoli. Non sanno come gestirli, non vogliono farlo e scelgono la via più semplice e crudele: liberarsene. Perché tanto, pensano, “sono solo topi”. Ma non lo sono. Un criceto domestico non è in grado di sopravvivere in natura. È un animale notturno, estremamente delicato, incapace di procurarsi il cibo o difendersi da predatori come gatti, corvi o persino le formiche. L’abbandono equivale a una condanna a morte quasi certa. Eppure, continua ad accadere, nel silenzio generale.






