Dopo tre giorni dal video in cui lo stesso Matteo Ricci dava notizia dell'avviso di garanzia, arrivano le parole di Elly Schlein. La segretaria del Pd conferma la posizione, del resto, già espressa da Igor Taruffi, responsabile organizzazione: Ricci resta candidato. Assolutamente sì. Come detto l’altro giorno il Pd è al fianco di Ricci» che «resta il nostro candidato». Ha detto di essere completamente estraneo, «abbiamo fiducia nella magistratura e speriamo sia chiarito tutto al più presto», «Il Pd è assolutamente al suo fianco». Parole che più nette non si può.

Il problema è che arrivano in un giorno in cui il fossato con il M5S si è allargato come non accadeva da tempo. Il primo gesto di distanza arriva in mattinata quando Giuseppe Conte, all’ultimo momento, diserta un evento sul lavoro, il seminario su “Una legge perla piena e buona occupazione”, organizzato dalla Società italiana di teoria e critica, in cui era invitato insieme a Schlein e agli altri leader del campo largo. Evento che la segretaria dem aveva scelto proprio per serrare i ranghi e ribadire che «l’alternativa c’è già ed è possibile». Cosa che ha detto. Solo che davanti a lei c’erano solo Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. La sedia riservata a Conte è rimasta vuota per «impegni improvvisi» del leader M5S.