Sarà italiana la prima casa per gli astronauti che andranno sulla Luna negli anni ’30 di questo secolo. La nostra Agenzia Spaziale, Asi, ha infatti affidato a Thales Alenia Space la progettazione finale del modulo abitativo presentato a Nasa lo scorso anno, e approvato dall’Agenzia Usa in settembre. La fase di studio durerà due anni e vedrà Thales Alenia Space Italia come prime contractor. L’azienda lavorerà in collaborazione con Altec, centro torinese partecipato da ASI e Thales Alenia Space Italia stessa, e con altri attori industriali italiani.

Il mezzo, Mph, Multi Purpose Habitat, sarà probabilmente molto simile al prototipo presentato un anno fa, ma sarà semovente, con ruote e motori per spingerlo a qualche chilometro all’ora di velocità. Sui 4-5 metri di lunghezza questa sorta di sofisticato camper lunare al suo interno, avrà spazio per far riposare gli astronauti, comunicare con i mezzi sulla superfice lunare e con la Terra e probabilmente verrà ricavato spazio anche per qualche attività tecnico scientifica. Vedremo il progetto definitivo.

È un’ottima notizia, anche per il progetto americano Artemis di ritorno sulla Luna, che vede Nasa come principale proponente e a cui hanno aderito, al momento ben 53 nazioni, fra i primi l’Italia. Nasa non è in un momento facile, tutt’altro: è prevista dall’amministrazione Trump una sostanziale riduzione del budget, si parla del 40% addirittura, assieme a quello di tutte le Agenzie americane per la ricerca. Per Artemis i fondi sarebbero stati di recente assicurati anche su altri capitoli di spesa, ma un depotenziamento di Nasa così macroscopico certamente complicherà le cose e rischia di far arrivare la Cina per prima sulla Luna, al Polo Sud, nei primi anni ’30.