La Corte d'Appello di Torino ha respinto il reclamo di Citroen, Stellantis e Groupe Psa Italia contro l'ordinanza del tribunale di Torino che ad aprile ha dato il via alla class action di Movimento Consumatori e di altre associazioni per il risarcimento dei danni derivanti dall'installazione degli airbag Takata sulle Citroen C3 e DS3 e al conseguente divieto di utilizzare i veicoli.
Lo fanno sapere alcune associazioni di consumatori.
"Auspichiamo che le società del gruppo Stellantis vengano condannate al risarcimento dei danni subiti dai consumatori", afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale di Movimento Consumatori.
"Dobbiamo però rilevare che è attualmente in corso un'altra campagna di richiamo degli airbag Takata installati su diversi veicoli Opel (sempre del gruppo Stellantis) per i quali è stato comunicato identico pericolo di morte e lesioni per il medesimo difetto dell'airbag. Per questa campagna però inspiegabilmente non è stata disposto lo stop drive; il Movimento consumatori ha diffidato Psa a disporlo per tutti i veicoli interessati e in assenza di adeguate e rapide risposte e iniziative dovrà ricorrere in via d'urgenza al tribunale affinché ordini lo stop drive".
"La Corte d'Appello di Torino ha rigettato il reclamo di Stellantis e Psa Italia confermando la ragionevolezza della nostra azione collettiva", commenta Altroconsumo. "Prosegue quindi la class action promossa da Altroconsumo per garantire un risarcimento ai proprietari di veicoli Citroën C3 o DS3 con airbag difettosi. Questa vicenda ha coinvolto oltre 170mila automobilisti italiani, rimasti per settimane o mesi senza macchina e senza poter contare su una soluzione alternativa a causa delle inefficienze della casa automobilistica. Invitiamo i proprietari danneggiati ad andare sul nostro sito per avere tutte le informazioni utili e far valere i propri diritti".






