Furti, rapine, spaccio e persino aggressioni con lo spray al peperoncino, il machete e un tentato omicidio.

La polizia di Ravenna ha sgominato una baby gang e portato in carcere nove minori di origine tunisina non accompagnati, indagati per numerosi reati contro la persona e il patrimonio nonché per associazione per delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio. Le misure cautelari sono state disposte dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Bologna.

Le indagini della squadra Mobile ravennate sono partite lo scorso autunno su un gruppo di minorenni stranieri che a fine estate erano stati collocati in Cas del territorio ravennate. Da subito però il gruppo si era distinto con condotte tali da spingere nel giro di pochi mesi la Prefettura a chiudere una struttura di accoglienza dove si trovavano da ottobre 2024.

A quel punto i nove sono stati destinati ad altre strutture sul territorio nazionale: ma il ricollocamento non era mai avvenuto perché i minori si erano allontanati o prima della nuova sistemazione o appena arrivati alle nuove strutture per poi ricomparire sul territorio ravennate. L'indagine ha preso piede sulla scorta di diverse denunce e gli inquirenti hanno delineato preciso e violento modus operandi del gruppo. Nella maggior parte dei casi le vittime erano giovani coetanei oppure operatori impiegati nelle strutture di accoglienza. E, in casi isolati, anche forze dell'ordine.