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A fine giugno il Milan ha ufficializzato un accordo commerciale con il ministero del Turismo della Repubblica Democratica del Congo presentandolo come un progetto in linea «con gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa» e come parte di «una piattaforma internazionale volta a supportare lo sviluppo socioeconomico della nazione africana». L’accordo prevede una cooperazione commerciale legata a imprese e turismo, così come aspetti umanitari.
Non è la prima volta che la Repubblica Democratica del Congo fa accordi di questo tipo. Sono sponsorizzazioni che mirano a consolidare i rapporti diplomatici ed economici con l’Europa, ma anche a dare maggiore visibilità internazionale al paese. Quest’ultimo aspetto rientra nel più ampio contesto di tensioni e conflitti con il vicino Ruanda, che da diversi anni fa accordi simili con importanti squadre europee. Le tensioni riguardano la contesa regione di confine del Kivu, in cui si trovano alcuni dei luoghi al centro delle strategie turistiche del Congo, oltre a numerose risorse minerarie.
L’Economist ha scritto che il coinvolgimento del Milan è legato a «stretti rapporti» del club con le autorità politiche italiane. Il riferimento è probabilmente al presidente del Milan Paolo Scaroni, che tra il 2005 e il 2014 è stato amministratore delegato dell’ENI, una società energetica molto presente in Africa e il cui principale azionista è il ministero dell’Economia. Dal 2023 Scaroni è anche presidente dell’ENEL, un’altra società controllata dal ministero dell’Economia, che attraverso la sua Fondazione gestisce diversi progetti connessi al Piano Mattei, un’iniziativa di cooperazione con i paesi africani promossa dal governo di Giorgia Meloni a partire dal 2024, che riguarda diversi paesi del continente e, tra le altre cose, anche lo sport.







