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Ultimo aggiornamento: 8:03
di Angelo Palazzolo
Il 22 luglio, nella Sala del Cenacolo alla Camera dei Deputati, il ministro Matteo Salvini è stato insignito del Premio Israele-Italia 2025. Inorgoglito da cotanto affetto e dalla meritata riconoscenza per il suo costante impegno nella difesa dello Stato di Israele, il tiktoker più famoso del Parlamento italiano non si è limitato a ringraziare sentitamente le autorità israeliane, ma dall’altura morale che lo contraddistingue ha ammesso di accettare un premio “scomodo”. Non perché quella targa rischiava di scivolargli di mano per il tanto sangue che la impregna, ma perché “troppo facile essere amici quando sei pieno di amici, più difficile restare amici quando altri sentieri si stanno aprendo”. Frase criptica, dagli innumerevoli risvolti interpretativi. Se l’avesse pronunciata Moni Ovadia, uno avrebbe pure potuto pensare che quegli “altri sentieri che si stanno aprendo” fossero le strade che stanno conducendo Israele all’inferno. Ma si sa, questi tiktoker moderni pronunciano frasi “ad mentulam canis” così che ognuno se le interpreta pro domo sua e rimangono tutti contenti.
Il nostro vice-premier però, quando c’è da essere seri e chiari, lo è. E su una cosa durante la cerimonia per il premio è stato lapidario e inequivocabile: “Lo stop delle ostilità dipende solo da Hamas, se rilasciano gli ostaggi all’indomani finiscono le bombe”. Eureka!








