Eni comprerà gas «made in Usa». In una fase delicata delle trattative sui dazi – l’ultimatum di Donald Trump scade il 1° agosto – la compagnia di San Donato ha sottoscritto per la prima volta un contratto di lungo termine con gli Stati Uniti per ricevere Gas naturale liquefatto a partire da fine decennio.
L’accordo, di durata ventennale, è stato siglato con Venture Global, in relazione – precisa il comunicato – alla Fase 1 del progetto di liquefazione CP2 LNG in fase di sviluppo a Cameron Parish, in Louisiana, L’impianto, di cui la società Usa prevede l’avvio nel 2027, avrà una capacità di 20 milioni di tonnellate l’anno (Mtpa) a regime, estendibile fino a un massimo di 28 Mtpa.
L’Eni si è aggiudicata 2 Mtpa: volumi equivalenti all’incirca a 2,8 miliardi di metri cubi all’anno una volta rigassificati. Una fornitura considerevole dunque, paragonabile a quella che ha ottenuto nel 2024 dal Qatar e quasi doppia rispetto ai flussi – ormai molto ridotti – ricevuti dalla Libia.
Il gas non verrà necessariamente consumato in Italia, e neppure in Europa: com’è consuetudine con i fornitori Usa, non dovrebbero essere previste clausole di destinazione, pertanto i carichi di Gnl potranno essere rivenduti liberamente ovunque.






