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Nel suo lavoro di informazione sui libri, sulla loro diffusione, sui fattori che ne determinano importanze diverse nel creare una conoscenza comune, il Post cerca spesso di riferirsi ai dati e alla realtà. Sapere quante copie vende un libro è importante sia per conoscere il suo impatto (e quindi come si forma la cultura condivisa) che per capire quali meccanismi facciano funzionare il mercato editoriale.
Se entriamo in una grande libreria, per esempio, vedremo esposti con maggiore visibilità soprattutto i libri che si vendono di più o che ci si aspetta che vendano di più: ma essere esposti con maggiore visibilità spesso aiuta i libri a vendere di più. E tra i libri che si vendono di più ci sono soprattutto autori e autrici che hanno notorietà televisive, per fare un altro esempio. Insomma, sono spesso fattori commerciali molto concreti a determinare la circolazione dei contenuti dei libri, ovvero a creare una parte importante della nostra “cultura”.
Tutto questo per dire che è utile tenere d’occhio i numeri, se si è interessati ai libri: e il Post lo fa spesso, riferendo i risultati di queste osservazioni. Qui avevamo fatto un bilancio sui dati di vendita di diversi libri nel 2024, qui avevamo studiato come vanno i libri dei politici. Oggi prendiamo due piccioni con una fava, come si dice, offrendo una nuova categoria di dati ma anche proseguendo il lavoro di condivisione dei risultati del Post e dei suoi progetti: e parliamo quindi dei numeri di Cose spiegate bene, pubblicato dal Post assieme all’editore Iperborea.








