Trent'anni fa terminava la produzione della Volvo 480 ES, una coupé sui generis che seppe conquistare una fascia di mercato giovane e giovanile con il suo design e la cura dei dettagli.
Prodotta in 76.375 esemplari, è stata la priva vettura della casa scandinava con trazione anteriore e motore montato in posizione trasversale.
Ancora moderna, per via di una linea slanciata, ma allo stesso tempo originale, con tanto di fari a scomparsa e lunotto in vetro, è una coupé che appare come una 3 porte allungata, con un abitacolo ampio per 4 persone, con 4 posti singoli, ed un bagagliaio dalle dimensioni ridotte. La plancia, rivolta verso il guidatore, vedeva protagonista una strumentazione con 3 quadranti, di cui uno innovativo che fungeva da computer di bordo, più altri indicatori nella zona centrale, sotto l'autoradio collocata dove oggi troviamo lo schermo per l'infotainment.
Con un peso contenuto a circa 1000 kg, il 1.7 benzina da 109 CV, costruito dalla Renault, proposto inizialmente, faceva una buona impressione, grazie ad uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 9,5 secondi e ad una velocità massima di 190 km/h, mentre il motore turbo da 122 CV, arrivato in seguito, consentiva di avere quel brio ulteriore ricercato dagli estimatori dei propulsori sovralimentati. Diventata matura, la 480 ES, che è apparsa al salone di Ginevra del 1986, dal 1993 ospitò sotto il cofano anche un 2.0 aspirato da 110 CV.






