Da oltre undici anni la stazione AV “MedioEtruria”, pensata per collegare Umbria e Toscana alla linea Firenze–Roma, resta appesa tra promesse elettorali e studi tecnici. Nel 2014 il tavolo incaricato di individuare possibili siti ha identificato due alternative principali: Rigutino, a circa 15 km da Arezzo, dove la linea lenta e la “direttissima” ferroviaria distano meno di 100 m e permettono un immediato scambio treno treno; e Creti, in Valdichiana, tecnicamente più semplice ma non servita da regionali, il che rischia di trasformarla in una stazione isolata, utilizzabile solo su gomma. Sul fronte politico, il Ministro Salvini ha scelto Creti, promettendo la stazione entro il 2029 con un investimento stimato di circa 79 milioni di euro. Questa scelta però è osteggiata dalla Regione Toscana, guidata da Eugenio Giani, che continua invece a sostenere Rigutino per la sua maggiore integrazione con la rete esistente. Posizione, quella della Toscana, non indifferente perché, essendo il progetto della nuova stazione in territorio toscano, non si può fare senza l’accordo con la Regione. La novità è che a sostenerlo ora è anche la nuova presidente umbra, Stefania Proietti.

Sul piano economico, le stime parlano chiaro: la località di Rigutino comporterebbe un costo di circa 137 milioni di euro, con lavori da completare entro il 2030, mentre la stazione a Creti vale circa 79 milioni, con previsione di consegna entro il 2029.