Un giudice federale della Florida ha respinto la richiesta dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump di desecretare alcuni dei cosiddetti “Epstein files”: sono i documenti riservati dei processi a Jeffrey Epstein, il finanziere arrestato nel 2019 con l’accusa di aver sfruttato sessualmente decine di minorenni e morto suicida in carcere alcune settimane dopo. I documenti di cui l’amministrazione Trump aveva chiesto la pubblicazione erano le trascrizioni delle deposizioni dei testimoni davanti al grand jury, la giuria popolare del processo a Epstein.
Da settimane il cosiddetto “caso Epstein” sta provocando grossi problemi a Trump, dato che i suoi sostenitori più fedeli ed estremisti chiedono da tempo la diffusione dei documenti e stanno mostrando una certa frustrazione per l’atteggiamento ondivago di Trump. Per anni nella destra americana sono circolate teorie secondo cui Epstein sarebbe stato l’organizzatore di un gruppo di pedofili fatto da politici importanti, attori famosi e ricchi imprenditori, protetti dal proprio potere e dalla propria ricchezza. In campagna elettorale Trump aveva promesso la pubblicazione degli “Epstein files”, che secondo queste teorie dimostrerebbero tutto: una volta al governo però la sua amministrazione ha dovuto ammettere che non c’era poi granché da rivelare.







