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Ultimo aggiornamento: 8:01 del 23 Luglio

Perché un fiume di soldi pubblici alle ferrovie? Intanto, vediamo quanti sono questi soldi e come sono dati. Si tratta di circa 10 miliardi all’anno, ma si sta andando verso i 15 miliardi e oltre, e questo solo per le Ferrovie dello Stato (FSI). Una SpA tutta pubblica, che quindi non può fallire, e di fatto non può operare in perdita (le SpA devono fare profitti). I soldi arrivano sempre, quali siano le performances dell’azienda.

E l’aspetto più grave dei sussidi alle ferrovie non è tanto il loro ammontare, ma il fatto che gli importi non vengono mai resi pubblici in modo trasparente.

Vengono invece dichiarati profitti (privi di senso economico, venendo a valle di sussidi dieci volte maggiori), e fantastici piani di investimento (100 miliardi!) curando di non chiarire che si tratta di soldi pubblici, spesi per di più “a fondo perduto”. Infatti per gli investimenti lo Stato non richiede né che siano ammortizzati, né che ne siano valutati i risultati, cioè se siano stati un successo o meno rispetto ai soldi spesi. E anche per i soldi pubblici erogati “in conto esercizio”, cioè per far andare i treni, non c’è dubbio che si tratti di sussidi e non di “corrispettivi” per i risultati ottenuti. Questo è dimostrato dal fatto che il totale è praticamente sempre sufficiente a mostrare un po’ di profitti, così tutti sono contenti.