"Imutamenti intervenuti impongono impegno rinnovato e capacità di adattamento anche in ambito Nato" contro le "tentazioni antistoriche di politiche di potenza" da parte di alcuni Stati che sembrano aver "rinunciato alla costruzione di un ordine internazionale sicuro e giusto per tutti".
"Viviamo una fase delle relazioni internazionali segnata da minacce sempre più pervasive e dall'indebolimento di alcuni capisaldi nei rapporti tra gli Stati. Sembra che il successo registrato alla fine di quello che fu il lungo confronto della Guerra fredda appaia ormai archiviato". E' il preoccupato appello che il presidente della Repubblica lancia dal Quirinale dove ha incontrato una delegazione dell'Assemblea Parlamentare della Nato in occasione del 70esimo anniversario della sua prima riunione. "La lezione del '900 è stata pressoché dimenticata", scandisce Sergio Mattarella che più volte ha chiesto di fare i conti con la storia per evitare di ripeterne i terribili errori.
Errori su cui persevera la Russia che con la "grave e inaccettabile aggressione all'Ucraina" dimostra di essere "l'ultimo esempio di una minaccia sempre più insistente al sistema di principi che l'Alleanza e la Unione europea difendono". Impossibile, allora, non imprimere "una accelerazione al rafforzamento della Nato" che, precisa Mattarella, "è avvenuto anzitutto sul piano politico, confermando la sua funzione stabilizzatrice di pace con nuove decisioni nei decenni, in modo rilevante anche recentemente con nuovi membri un tempo portatori di una significativa postura di neutralità".






