Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Dietro gli ultimi avvisi, l’avvertimento al Pd. "Per spingerlo a impegnarsi di più contro la separazione delle carriere". "Col voto l’armageddon e saranno guai"

C'è un'area della politica, quella di Forza Italia, che è sempre stata in prima fila nelle battaglie sulla giustizia e ha maturato un grande fiuto nel capire che aria tira. È gente che ode subito in lontananza il tintinnar di spade ed è consapevole come il referendum contro la riforma della giustizia che la sinistra, a partire del pd, ha intenzione di combattere a fianco della magistratura politicizzata, si trasformerà in una cruenta battaglia campale. «Quell'avviso a Matteo Ricci su una menata - spiega Piergiorgio Cortellazzo con l'esperienza di un imprenditore edile finito in Parlamento - è stato un avvertimento al Pd delle toghe rosse per spingerlo ad impegnarsi di più contro la riforma. Poi però quando ci sarà l'armageddon con il referendum se la prenderanno con noi. E saranno guai. Bisognerebbe rivedere subito la custodia cautelare, limitarla ai reati di sangue, perché la storia insegna che un imprenditore che viene messo dentro è pronto firmare qualsiasi cosa per uscire». Non meno preoccupato è il probabile candidato del centrodestra in Puglia, Mauro D'Attis. «Qui - osserva - c'è uno scontro generale, anche tra magistrati di destra e di sinistra. Alla fine in ossequio all'impatto mediatico saranno comunque sempre i politici a passare dei guai».