Via libera della commissione Finanze della Camera all’emendamento del relatore (Vito De Palma di Forza Italia) al decreto fiscale che chiede di motivare «adeguatamente» le verifiche di Agenzia delle Entrate e Gdf in aziende e studi professionali. In caso di accesso, ispezione e verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali, le circostanze e le condizioni che hanno giustificato l’accesso dovranno essere «espressamente ed adeguatamente indicate e motivate» negli atti di autorizzazione e nei verbali, stabilisce la nuova norma. Si tratta di un adeguamento alla sentenza di condanna arrivata all’Italia a febbraio scorso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Quella anticipata dal Sole 24 Ore martedì 15 luglio è una piccola rivoluzione indotta, un radicale cambio di rotta anche se solo per il futuro.
L’emendamento
Il correttivo interviene direttamente sulla legge a tutela dei diritti del contribuente. Nello Statuto viene di fatto inserito l’obbligo per gli 007 del Fisco e per i verificatori delle Fiamme Gialle di indicare e motivare negli atti di autorizzazione e nei verbali redatti per le verifiche «espressamente e adeguatamente» le circostanze e le condizioni che giustificano l’accesso nelle sedi dell’impresa o degli studi professionali. In assenza delle motivazioni che hanno portato al blitz dei verificatori tutto lascia presumere che la verifica o l’accesso sia viziato e quindi impugnabile davanti al giudice tributario.






