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Fabrizio Caccia

Anche 40 minori giunti grazie ai corridoi umanitari frutto della collaborazione tra Comunità di Sant'Egidio e ministero degli Esteri. «Un'emozione grande ritrovarli dopo la fuga dal regime dei talebani»

ROMA- «Lacrime di donne, sorrisi di bambini, famiglie che si son ricongiunte dopo anni. È stato emozionante anche per me», confessa Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, tornato dall’aeroporto di Fiumicino dove ieri pomeriggio ha dato il benvenuto a 119 profughi afghani, tra cui 40 minori, arrivati grazie ai corridoi umanitari.

Perché tanta emozione?«Perché una settantina di loro li avevo già conosciuti a Islamabad, in Pakistan, nel 2022, dopo la loro fuga da Kabul per il ritorno dei talebani. E rimasi colpito dalle condizioni di vita impressionanti, inumane. Attendati in un’aiuola, in mezzo ad una piazza. Eppure, sotto le tende avevano creato una scuola per bambini, grazie anche all’impegno di un ragazzo della nostra comunità di Islamabad. Vedendoli così, senza futuro e in tanta miseria, andando via pensai che dovevo fare assolutamente qualcosa. Ed ecco, riabbracciandoli a Fiumicino, che mi sono commosso».