Ad un mese esatto dalla sua fuga in Grecia, Francis Kaufmann tornerà a Roma venerdì.
Tornerà nella città in cui, secondo il lavoro della Procura, ha ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia di 11 mesi, Andromeda. Delitti avvenuti nei primi giorni di giugno, nel parco di Villa Pamphili, dove i tre vivevano utilizzando giacigli di fortuna per trascorrere la notte e lavandosi nelle fontane nella zona di via Gregorio VII. L'indagato atterrerà intorno alle 12 all'aeroporto di Ciampino.
Da lì verrà trasferito - a meno di cambiamenti dell'ultim'ora - nel reparto medico del carcere di Rebibbia. Una decisione presa alla luce delle intemperanze di cui Kaufmann è stato protagonista nel carcere di Larissa, dove ha sfasciato la cella in cui si trovava detenuto dal 12 giugno, dopo essere stato trasferito dall'isola di Skiathos.
Una volta rientrato sul territorio italiano, al 46enne californiano verrà notificata l'ordinanza di custodia cautelare emessa per il duplice omicidio. Spetterà poi al gip fissare l'interrogatorio di garanzia, che con ogni probabilità verrà effettuato la prossima settimana. L'indagato dovrà scegliersi un avvocato per l'atto istruttorio, che rappresenta il primo confronto diretto tra lui e gli inquirenti. In quello andato in scena alcuni giorni fa, in videoconferenza dalla Grecia, Kaufmann si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarare la sua innocenza ma senza perdere quella sua aria di sfida già 'raccontata' da alcuni testimoni che lo hanno incrociato a Roma dopo il suo arrivo alla fine del mese di marzo. All'indagato verrà inoltre prelevato un campione di Dna che sarà comparato con quello della piccola vittima con l'obiettivo di eliminare qualsiasi dubbio sul rapporto di parentela. Un personaggio dai mille volti e dai mille nomi. Alias, come Rexal Ford, con cui si accreditava come regista, sceneggiatore, ma anche come cantante lirico. Agli atti delle indagini compare anche una mail che l'uomo ha inviato al Teatro dell'Opera della Capitale per ottenere un provino, un'audizione per un eventuale contratto.







