Un solo secondo di differenza.

E' il margine con il quale Van der Poel si è ripreso la maglia gialla del Tour a spese di Tadej Pogacar, al termine di una sesta tappa, vinta in solitaria dall'irlandese Ben Healy, in cui è successo di tutto. A fare il numero di giornata è stata proprio Healy, ciclista abituato a certe 'cavalcate' dal sapore un po' romantico, come quella nel Giro di due anni fa quando, anche allora, aveva vinto a braccia alzate.

Questa volta è riuscito a seminare sette compagni di fuga a 42 chilometri dal traguardo e poi ha spinto a tutta andando a cogliere, a 24 anni, il decimo successo della sua carriera professionistica. "So vincere solo così - ha poi spiegato -, per distacco, perché allo sprint sono proprio nullo". "Sono cresciuto guardando il Tour in televisione e sognando che un giorno lo avrei corso - ha detto ancora -, quindi vincere una tappa è semplicemente incredibile. Ho lavorato così duramente per questo, non solo quest'anno, ma da sempre. Sono ore di sacrificio che finalmente hanno dato dei frutti. Del resto oggi ci ho creduto fin dall'inizio".

Detto che alle spalle del portacolori della EF Education-EasyPost si sono piazzati, con quasi tre minuti di ritardo, il campione degli Stati Uniti Quinn Simmons, secondo, e l'australiano Michael Storer, terzo, bisogna parlare di tutto il resto, ovvero della bagarre scatenatasi dietro agli uomini di testa di questa frazione. Ecco allora uno scatenato Van der Poel staccare gli altri big andandosene in compagnia di Simon Yates, il vincitore del Giro, Will Barta, Harold Tejada e Eddie Dunbar, e ciò allla fine gli ha permesso di tornare a vestirsi di giallo alla vigilia dell'arrivo a Mûr-de-Bretagne in cui l'olandese si è imposto nel 2021. Ma c'è poco da festeggiare, perché in questa sfida serrata con gli altri campionissimi a un certo punto Van der Poel aveva guadagnato molto di più.