Le spoglie di sette vittime del genocidio di Srebrenica - i cui resti sono stati identificati negli ultimi 12 mesi attraverso l'analisi del Dna - sono state portate al Cimitero-Memoriale di Potocari, alle porte di Srebrenica, dove saranno tumulate l'11 luglio, giorno delle cerimonie commemorative ufficiali per il 30/mo anniversario del genocidio.

Proveniente dall'obitorio di Visoko, a una quarantina di km da Sarajevo, la colonna di veicoli con i resti delle sette vittime - le più giovani erano due ragazzi di 19 anni, la più anziana una donna di 67 - ha attraversato il centro della capitale bosniaca, dove a renderle omaggio, insieme a tanta gente comune, vi erano esponenti politici, autorità locali, ma nessun rappresentante della componente serbo-bosniaca, che insieme ai serbi continua a negare il genocidio di Srebrenica.

Presente fra gli altri l'Alto rappresentante internazionale in Bosnia-Erzegovina Christian Schmidt. "Vogliamo che cose del genere non accadano mai più, tutte le nazioni hanno l'obbligo di sedersi insieme, di parlare e negoziare", ha detto Schmidt.

Le spoglie delle sette vittime attenderanno la sepoltura nel capannone dell'ex fabbrica di batterie d'auto a Potocari, dove c'era la base dei caschi blu che non riuscirono a proteggere le migliaia di civili bosniaci, e dove ebbe inizio il massacro nel luglio 1995 ad opera delle forze serbo-bosniache al comando del generale Ratko Mladic.