Un vero e proprio passaggio di consegne, e chissà cosa avrà pensato Kylian Mbappé, che lasciando Parigi per Madrid, anche con strascico di polemiche, pensava di aver migliorato il proprio status. Ieri al Giants Stadium che ora si chiama MetLife i Galattici di un tempo hanno dovuto fare strada ai loro eredi, coloro che ne stanno prendendo il posto a suon di reti e trame spettacolari, al termine di una partita senza storia in cui il Real, contro il Psg, ha fatto la stessa figura dell'Inter nella finale di Champions. In fondo tra un cinque o un quattro a zero c'è poca differenza, anche perché chissà cosa sarebbe successo se gli attuali campioni d'Europa avessero spinto davvero sull'acceleratore nella ripresa, o se Courtois non ci avesse messo una pezza in più di una circostanza.

Così a trionfare è stato Luis Enrique, che ormai in tanti definiscono il miglior allenatore del mondo. Da parte sua lo spagnolo, che da calciatore è stato anche 'merengue' ma non ha mai nascosto la fede 'blaugrana', ha rivelato di aver ricevuto sul proprio telefonino, "che quasi mi scoppiava in mano", tantissimi messaggi di congratulazioni e ringraziamenti da parte di gente di fede culé, ovvero tifosi del Barcellona. La stampa spagnola è andata giù pesante, scrivendo di "Real umiliato", "Suicidio collettivo" e "Madrid che riparte da zero", mentre secondo Cadena Ser "il grande problema del Real è Mbappé". Altri media hanno rincarato la dose: "Quello che fa Dembélé a Parigi, non lo vedremo mai da Vinicius o Mbappé".