Sorveglianza Passi-IssIl 75% delle donne fra i 50 e i 69 anni ha eseguito una mammografia a scopo preventivo, il 78% un controllo alla cervice, in coda l’analisi colorettale (47%)di Ernesto Diffidenti10 luglio 20253' di letturaI punti chiaveIl programma delle Asl riduce le diseguaglianze socialiResta bassa l’adesione allo screening colorettaleI numeri dello screening alla cervice3' di letturaCresce in Italia l’adesione agli screening preventivi per i tumori che, nel caso della mammografia, hanno superato i valori pre pandemia, ma rimane una forte differenza geografica con il Sud che registra la partecipazione più bassa. Lo affermano i dati della sorveglianza Passi dell’Istituto superiore di sanità relativi al 2023-2024 secondo cui “il 75% delle donne fra i 50 e i 69 anni si è sottoposto allo screening mammografico a scopo preventivo”. Ma non è trascurabile la quota di 50-69enni che non si è mai sottoposta a una mammografia a scopo preventivo o lo ha fatto in modo non ottimale: 1 donna su 10 non ha mai fatto un esame mammografico e quasi il 15% riferisce di averlo eseguito da oltre due anni.Il programma delle Asl riduce le diseguaglianze sociali“Lo screening – sottolinea Maria Masocco, che coordina la sorveglianza - avviene per lo più nell’ambito di programmi organizzati dalle Asl a cui partecipano più della metà delle donne alle quali sono dedicati riducendo notevolmente le disuguaglianze sociali di accesso alla prevenzione. Per la gran parte delle donne meno istruite o con maggiori difficoltà economiche l’offerta pubblica rappresenta l’unica possibilità di fare prevenzione del tumore della mammella”.La quota di donne che si sottopone allo screening mammografico, infatti, è maggiore fra quelle più istruite o con maggiori risorse economiche, fra le donne di cittadinanza italiana rispetto alle straniere e fra le donne coniugate o conviventi. La copertura disegna uno squilibrio Nord-Sud con una copertura totale dell’86% al Nord, 80% al Centro e solo del 62% nelle Regioni meridionali. Il Friuli Venezia Giulia (90%) è la Regione con la copertura maggiore, la Calabria (46%) quella con le coperture totali più basse. Negli anni, tuttavia, il gap geografico si è ridotto e la quota di donne che si sottopone a mammografia a scopo preventivo è aumentata, grazie soprattutto all’aumento dell’offerta/adesione ai programmi organizzati avvenuta ovunque nel Paese.Resta bassa l’adesione allo screening colorettaleLa copertura nazionale dello screening colorettale, invece, resta ancora piuttosto bassa: nel biennio 2023-2024 il 47% degli intervistati nella fascia di età 50-69 anni riferisce di aver eseguito un test a scopo preventivo. “Vi è una forte variabilità da Nord a Sud - sottolinea l’Iss - anche in questo caso a sfavore delle Regioni meridionali dove la quota di persone che si sottopone allo screening raggiunge appena il 30%, nel biennio 2023-2024, valore che raggiunge il 55% nelle Regioni centrali e il 62% fra i residenti nel Nord Italia”.La gran parte delle persone che ha effettuato lo screening colorettale lo ha fatto nell’ambito di programmi organizzati dalle Asl (39%), mentre quello eseguito su base spontanea (ossia al di fuori dell’offerta delle Asl) è poco frequente (quasi 8%).