Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,43% a 44.650,88 punti, il Nasdaq avanza dello 0,09% a 20.630,66 punti mentre lo S&P 500 termine con un progresso dello 0,27% a 6.280,38 punti. Alle 18:00 wall Street prosegue contrastata L’S&P500 guadagna uno 0,2% e il Dow Jones guadagna uno 0,5%, mentre il Nasdaq perde lo 0,2%. Il presidente Usa Donald Trump ha attaccato il Partito Democratico sulla sua piattaforma Truth Social. Ha accusato i Dem di utilizzare «una retorica violenta» contro gli agenti dell'Ice (Immigration and Customs Enforcement, ovvero l'agenzia statunitense per l'immigrazione e le dogane). Sempre sul social network di sua proprietà ha attaccato per l’ennesima volta il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, chiamato nel post con l’epiteto dispreggiativo ‘too late’. Il tycoon ha scritto:«’Too late’ sminuisce il grande merito creditizio degli Stati Uniti. Siamo di nuovo il credito numero uno al mondo! Un ‘ritorno gigantesco’. Il tasso della Fed dovrebbe riflettere questa realtà. Dovremmo essere in cima alla lista!!! ABBASSATE IL TASSO!!!». Trump, in un altro post, si è inoltre preso i meriti per l’andamento degli indici azionari, dei colossi tecnologici e del bitcoin. Ha scritto:«Le azioni tech, industriali e il NASDAQ hanno raggiunto massimi storici assoluti! Le criptovalute sono ‘alle stelle’. NVIDIA è cresciuta del 47% da quando Trump ha imposto i dazi. Gli USA stanno incassando centinaia di miliardi di dollari in dazi. Il paese è ora ‘tornato’. Un grande credito! La Fed dovrebbe abbassare rapidamente i tassi per riflettere questa forza. Gli USA dovrebbero essere al ‘primo posto’. Niente inflazione!!!». Leggi anche: Nvidia supera 4 mila miliardi di dollari di capitalizzazione a Wall Street: è la prima nella storia. Dove può arrivare? Sul versante macro, la lettura dei dati relativi al mercato del lavoro negli Usa, usciti nel pomeriggio, riportano segnali misti. Il numero di nuove richieste di sussidio di disoccupazione è diminuito. Nella settimana terminata il 5 luglio, le richieste iniziali sono scese a 227.000, rispetto alle 232.000 della settimana precedente (dato rivisto). Gli economisti interpellati dal Wall Street Journal si aspettavano invece un aumento a 235.000 unità. Le richieste continuative – che rappresentano un indicatore della popolazione disoccupata complessiva – sono salite a 1,97 milioni, secondo quanto riferito giovedì dal Dipartimento del Lavoro. Si tratta del livello più alto dal novembre 2021, a indicare che un mercato del lavoro meno dinamico rende più difficile per chi ha perso l'impiego trovarne uno nuovo. Va ricordato che i dati sulle richieste continuative sono riferiti a una settimana precedente rispetto a quelli sulle richieste iniziali. Sul fronte delle materie prime – asset class particolarmente calda nell’ultimo periodo – , si rileva che i prezzi della carne bovina sono sotto pressione a causa della New World screwworm, una mosca parassita carnivora rilevata recentemente in Messico, a circa 600 km dal confine Usa. Il parassita, che può uccidere il bestiame se non trattato, era stato eradicato dagli Stati Uniti negli anni ’50. Per precauzione, le autorità americane hanno sospeso nuovamente le importazioni di bovini dal Messico, dopo averle appena riaperte. La preoccupazione è alta: un ritorno della screwworm potrebbe colpire duramente il settore, già in sofferenza con la mandria più ridotta da 70 anni. Gli Usa importano ogni anno circa un milione di capi dal Messico, pari al 3% delle macellazioni totali, e i future sui bovini da ingrasso sono saliti dell’1% in risposta alla notizia. Nell’universo azionario è stata da poco resa pubblica la notizia che Ferrero ha acquistato Kellogg negli Usa per 3.1 miliardi di dollari. Leggi anche: Ferrero compra i cereali di WK Kellogg, maxi-operazione da oltre 3 miliardi: «Una pietra miliare per la crescita del gruppo» Alle 15:30 apre poco mossa L’ultima offensiva tariffaria lanciata dal presidente Usa Donald Trump mette i mercati globali sull’attenti. L’inquilino della Casa Bianca ha annunciato un dazio del 50% sui beni provenienti dal Brasile, la più alta tra quelle rese note negli ultimi giorni. L’S&P500 apre vicino alla parità, il Nasdaq perde lo 0,2% e il Dow Jones lo 0,1%. Il rendimento del Treasury con scadenza a 10 anni sale al 4,358%, mentre il cambio euro-dollaro perde lo 0,2% a 1,17. Finora i mercati avevano reagito con relativa indifferenza alle dichiarazioni altalenanti dell’ex presidente, ma la decisione di colpire la principale economia dell’America Latina ha rappresentato un punto di svolta. Trump ha motivato la misura non solo con considerazioni economiche, ma anche politiche: nel comunicato, ha criticato apertamente il Brasile per le azioni legali contro l’ex presidente Jair Bolsonaro, suo stretto alleato, e per l’atteggiamento verso le big tech statunitensi. Secondo William Jackson, capo economista per i mercati emergenti di Capital Economics, «se le lettere sui dazi inviate questa settimana sono state perlopiù ignorate, il trattamento riservato al Brasile ha generato uno shock nei mercati. I paesi con relazioni in peggioramento con Washington sembrano ora più esposti a misure punitive». Immediata la risposta del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva: «Il Brasile è un Paese sovrano, con istituzioni indipendenti, e non prenderà ordini da nessuno». L’impatto della decisione di Trump si è fatto sentire sui mercati valutari e azionari brasiliani. Il real brasiliano ha perso oltre il 2% sul dollaro nella giornata di mercoledì, continuando a indebolirsi anche nella mattinata di giovedì 10 luglio. Per quanto riguarda il comparto equity, l’Etf di BlackRock che replica l’indice azionario brasiliano ha registrato un calo dell’1,9% nella sessione di mercoledì e ha perso un ulteriore 1,7% nel pre-market statunitense della seduta di giovedì. Un’eccezione rilevante è rappresentata dal caffè, di cui il Brasile è il maggior esportatore al mondo: i future sull’arabica sono saliti fino al 2% negli Stati Uniti, spinti dai timori che anche i chicchi di caffè possano finire nel mirino dei dazi di Trump. Secondo gli analisti di Oxford Economics, l’economia brasiliana, relativamente chiusa rispetto ad altri mercati emergenti, gode di una certa protezione strutturale dagli effetti immediati delle barriere commerciali. Tuttavia, l’introduzione di dazi potrebbe minare la fiducia delle imprese e alimentare un’escalation di tensioni economiche e politiche tra Washington e Brasilia. Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della giornata. 1. Freeport-McMoRan Il titolo del comparto minerario segna +1,5% in apertura, dopo che il presidente Trump ha confermato l’entrata in vigore, dal 1° agosto, dei dazi sul rame. 2. Mp Materials Il principale produttore americano di terre rare ha annunciato un accordo decennale con il Dipartimento della Difesa, per sviluppare la filiera nazionale dei magneti industriali. Il titolo balza del 49% in apertura. 3. Wk Kellogg Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il gruppo dolciario italiano proprietario di Ferrero Rocher sarebbe vicino all’acquisizione del colosso dei cereali per circa 3 miliardi di dollari. Il titolo Kellogg vola del 30% all’apertura di Wall Street. 4. Taiwan Semiconductor Manufacturing Il più grande produttore mondiale di semiconduttori su contratto ha registrato un aumento del 40% nei ricavi del primo semestre rispetto all’anno precedente. Il titolo perde un 1% in apertura. 5. Delta Air Lines La compagnia aerea ha chiuso il trimestre con un utile di 2,13 miliardi di dollari, in crescita del 63% su base annua. Il titolo sale del 9,5% in apertura, trascinando anche i competitor come United Airlines. Tuttavia, Delta ha rivisto al ribasso le stime sugli utili annuali.
La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rialzo: Dow Jones +0,43%, Nasdaq +0,09% e S&P 500 +0,27% | MilanoFinanza News
Trump attacca il Brasile con dazi del 50%, criticando Lula per le azioni legali contro Bolsonaro. La mossa ha generato shock nei mercati, con il real che perde oltre il 2% sul dollaro, mentre l'Etf brasiliano di BlackRock perde un 3,6% in due giorni









