Sorprendente nelle modalità e nella tempistica, doloroso fino alle lacrime, brutale come una umiliazione pubblica: sulla stampa britannica fioccano i retroscena il giorno dopo l'annuncio dell'improvviso licenziamento di Christopher Horner da parte della Red Bull.
Se sono pochi gli stupiti dalla scelta del team, nessuno si aspettava che il divorzio venisse consumato a stagione in corso, ingigantendone l'impatto mediatico.
Non resta che pensare - malignano i media sull'Isola - che fosse proprio questa l'intenzione della scuderia austro-inglese: dare la massima enfasi alla separazione da un team principal divenuto scomodo, vincente quanto controverso, il cui regno è durato ben due decadi. Capace di sopravvivere, ricorda il Daily Mail, a lotte intestine e scandali a sfondo sessuale, in una posizione di quasi intoccabilità.
Non è un mistero che Horner non sia mai andato a genio a Helmut Marco, da sempre consigliere principe di Dietrich Mateschitz, co-proprietario della Red Bull, morto qualche anno fa. E anche i rapporti con Max Verstappen non sono mai stati idilliaci. Così, quando le vittorie in serie hanno cominciato a rallentare, l'ala austriaca della società non ha perso tempo per defenestrarlo. Dando il foglio di via anche a numerosi dirigenti fedeli allo stesso Horner. Il quale, investito l'anno scorso dalle accuse di molestie sessuale mosse da una dipendente del gruppo, era riuscito a salvarsi, anche grazie alla solidarietà espressa pubblicamente da sua moglie, Gerry Halliwell, la Ginger delle Spice Girls.











