PADOVA - L'attesa è quasi finita: tra 72 ore prenderanno ufficialmente il via i saldi estivi nei negozi padovani. Sabato 5 luglio inizieranno le svendite, un momento molto atteso sia dai consumatori che dai commercianti della città del Santo. Tuttavia, come ogni stagione, non mancano le polemiche: da una parte c'è chi rispetta scrupolosamente le regole, dall'altra chi anticipa gli sconti.
Il vedemecum Per garantire maggiore chiarezza e tutelare i consumatori, Federmoda Confcommercio ha stilato un vademecum con cinque semplici regole. Innanzitutto, il cambio del capo acquistato è solitamente lasciato alla discrezionalità del negoziante, a meno che l'articolo non presenti difetti o non sia conforme: in tal caso, il venditore è obbligato a procedere con la riparazione o la sostituzione, e se ciò non fosse possibile, con una riduzione o un rimborso del prezzo. Il consumatore ha due mesi di tempo dalla scoperta del difetto per segnalarlo. Anche la possibilità di provare i capi prima dell'acquisto dipende dal singolo esercente. Per quanto riguarda i pagamenti, le carte di credito devono essere sempre accettate e, anzi, devono essere incentivate rispetto all'uso del contante. I prodotti messi in saldo devono essere articoli di carattere stagionale o legati alla moda, cioè soggetti a un deprezzamento significativo se non venduti entro un certo periodo. Infine, è obbligatorio esporre in modo chiaro il prezzo originario di vendita, lo sconto applicato e il prezzo finale.La polemica «Sembrerebbe che stessimo tutti aspettando lo sparo dello starter di sabato - dichiara il presidente di Federmoda Confcommercio Veneto e Ascom Padova, Riccardo Capitanio - in verità i negozianti ligi alla norma, quando sentiranno lo sparo, prenderanno atto che colleghi meno ligi hanno già fatto tre giri di pista». Sempre di più, ad ogni stagione, i saldi ufficiali vengono aggirati: prima di tutto dalle piattaforme online, poi dai grandi marchi e, infine, anche da molti negozi fisici. «Qui non si getta la croce addosso a nessuno - continua Capitanio - perché le dinamiche delle imprese sono tante e tali che solo chi deve fare i conti con la cassa giornaliera sa perché fa certe scelte». «Di sicuro non serve né chiedere improbabili spostamenti delle date in avanti, né sperare che i controlli possano sortire qualche effetto. I saldi non devono essere aboliti. Però dobbiamo convincerci che, essenzialmente, sono un momento di marketing. Checché se ne dica, soprattutto per i negozi di vicinato, i saldi sono il più grande spot a costo zero. Ci sono studi che confermano come un cartellino barrato di rosso sul prezzo pieno e con il prezzo ribassato bene in evidenza, sia un forte stimolo all'acquisto». L'aspetto più importante rimane comunque la tutela del consumatore. «I saldi rappresentano sempre una zona protetta - conclude Capitanio - nel senso che le "regole di ingaggio" sono chiare e non smettiamo mai di ricordarle ad ogni saldo».






