Metti una domenica italiana. Una domenica d’estate. Il sole, ma anche l’acquazzone - alla faccia del voto ecologista ad Avs - e il pomeriggio che diventa uggioso. Perché non andare al cinema? La piscina ormai è deserta e poi da qualche giorno è nelle sale Albatross, la pellicola che racconta la vicenda, a tratti epica, di Almerigo Grilz, il reporter missino morto nel 1987, a 34 anni, seguendo la guerra civile in Mozambico. Giulio Base alla regia, lo stesso che oltre 30 anni fa interpretava Teste rasate, con tutte le polemiche che ne conseguono. «Film di destra», «ecco il cinema di Fratelli d’Italia», «solo 408 spettatori e 2.610,00 euro di incasso in 106 sale il primo giorno», come ha voluto sottolineare Dagospia. Allora, contrario alla corrente del fiume e sotto il temporale mi ritrovo assieme alla mia fidanzata e a una coppia di amici davanti a un cinema dell’hinterland di Milano. Nell’atrio parliamo del trailer, dei primi frame, de La voce della fogna intravista in quelle prime immagini, della sezione del Movimento sociale italiano di Trieste, della telecamera che Grilz ricevette in regalo da Giorgio Almirante. C’è una storia, essendo io del 1990, che ho sentito e non ho vissuto. Sembrava caduta nel nulla e invece torna attraverso lo strumento più forte, quello della cinematografia.
Volevo andare a vedere "Albatross" ma all'ultimo il cinema lo ha tolto dalla sala | Libero Quotidiano.it
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