Climatista sin dalla pettinatura, abbastanza incolta. Migrantofila in costante prima linea. Solidalista con quelli che la pensano come lei. Ma ora Carola Rackete ha salutato chi l’ha voluta al Parlamento europeo. Si è dimessa, quel mestiere probabilmente non fa per lei. La notizia è di ieri ed è stata commentata in vario modo, a sinistra – ad esempio Ilaria Salis col terrore che chiedano anche a lei di fare fagotto – quasi con accenni lirici di eroismo politico. A destra col più prosaico “non ci mancherà” – esempio Vannacci – che in fondo è voce di molti.

Certo, a qualcuno mancherà una come Carola, anche se ha “promesso” di tornare a fare quel che le piaceva prima, le battaglie per il clima e quelle per i migranti: mancherà alla magistratura rossa del nostro Paese?

In effetti, ai tribunali la Rackete ha regalato momenti indimenticabili. Abbiamo appreso che si può speronare la Guardia di Finanza ed essere persino assolti, ad esempio. Accadeva nel 2019 quando fu arrestata in flagranza (per quattro giorni ai domiciliari...), accusata di violenza e resistenza a nave da guerra, tentato naufragio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il gip di Agrigento, ovviamente, diede torto ai finanzieri e ragione a lei, disponendo la sua archiviazione. Che bello...