Stop alle chiamate spam. Sembra la promessa di un miracolo. Ma qualcosa si sta muovendo, questa volta sul serio. Dal 19 agosto sarà attivo in Italia un filtro allo spoofing per le chiamate che arrivano dall'estero. Alzi la mano chi non ha mai ricevuto una telefonata da un numero apparentemente “pulito” per poi trovarsi a interloquire con presunti operatori – sempre di più in modalità chatbot - di compagnie telefoniche o energetiche, scuole di lingua, rivenditori di depuratori per l’acqua e chi più ne ha più ne metta, pronti a proporre imperdibili offerte. Per non parlare di chi assicura posti di lavoro ("Ciao, abbiamo ricevuto il tuo curriculum" è la campagna che sta circolando in queste settimane), di chi chiama dalla banca (finta) per avvisare che il conto corrente è stato hackerato e bisogna subito effettuare uno o più bonifici per sanare la situazione e via discorrrendo, in un crescendo esasperante.Stop al Cli spoofing, le irritanti chiamate spamIl fenomeno delle truffe telefoniche in Italia (e non solo) è diventato più che preoccupante. Ma finalmente gli operatori di telecomunicazioni insieme con l’Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) hanno trovato la quadra tecnica per mettere fine, o almeno arginare il più possibile, il cosiddetto fenomeno del Cli spoofing (Cli sta per Calling line identification), ossia le chiamate in arrivo da numerazioni che sembrano in apparenza normali utenze cellulari, ma non lo sono.C'è una soluzione made in Italy che, a sentire chi la propone, sarebbe di fatto un unicum in Europa e persino a livello mondiale. Ad annunciare la novità il commissario Agcom Massimiliano Capitanio: “Nei giorni scorsi l’Autorità ha portato a termine i lavori di un tavolo insieme agli operatori telefonici con l’obiettivo di definire le misure tecniche, un vero e proprio filtro tecnologico, per impedire il Cli spoofing, pratica che rende possibile il camuffamento del numero chiamante permettendo a centinaia di operatori [di call center, ndr] che operano nell’illegalità e prevalentemente dall'estero di agire indisturbati e fuori dalle regole che invece gravano sui call center legali”.Dopo la pubblicazione, lo scorso novembre, della delibera numero 457 con cui Agcom ha messo nero su bianco l’obbligo, per gli operatori nazionali, di bloccare le chiamate illegittime internazionali mascherate con numeri telefonici nazionali (quelle con prefisso italiano di rete fissa e con numeri di cellulari italiani) e la successiva consultazione, si è giunti dunque all’individuazione della soluzione tecnica (la delibera sarà approvata il 30 aprile) che promette di risolvere il problema alla radice con un margine di successo senza precedenti. A quel punto il 19 maggio è stata pubblicata la delibera che dà 90 giorni di tempo alle compagnie telefoniche per applicare il filtro anti-spoofing. Motivo per cui è fissato al 19 giugno il momento di partenza per il nuovo scudo contro lo spam telefonico dei call center.Il filtro tecnologico italiano fermerà le chiamate spam alla frontieraIl modello italiano supererebbe quello francese, fino ad oggi considerato la migliore delle soluzioni possibili, ossia quello basato sul protocollo Stir/Shaker: che, però, “è in grado di arginare solo in parte il problema”, spiega a Wired Antongiulio Lombardi, direttore affari regolamentari di Wind Tre, la compagnia che per prima in Italia nel 2023 ha implementato il blocco delle chiamate con Cli spoofing (in formato non a standard E.164), sistema poi adottato anche da altri operatori ma che non è bastato a risolvere la situazione. “La maggior parte delle chiamate con numeri falsificati avviene attraverso numerazioni nazionali tramite interfacce di rete internazionali. Gli utenti finali hanno l'impressione di avere a che fare con soggetti affidabili e vengono quindi tratti in inganno. E gli stessi operatori di tlc sono vittime del fenomeno”.La soluzione che è stata identificata da Agcom insieme con le telco sarebbe in grado di bloccare alla “frontiera”, quindi ai confini nazionali, le chiamate di tre tipologie (che rappresentano la quasi totalità di quelle che rientrano nel perimetro del Cli spoofing). Ossia: le chiamate spam con struttura della numerazione aderente agli standard, le chiamate spam che sebbene abbiano un prefisso fisso italiano provengono dall’estero, le chiamate con prefisso mobile italiano ma che provengono anch’esse dall’estero (in quest’ultimo caso fatte salve pertanto le chiamate in roaming effettuate da utenti italiani che si trovano effettivamente oltre-confine).Quando sarà adottata la soluzione anti spoofing?Per questioni di sicurezza, spiegano gli interessati, sono top secret i dettagli tecnici del “filtro” che sarà adottato progressivamente dagli operatori di telecomunicazioni già prima dell’estate. Ma Lombardi di WindTre ci tiene a sottolineare che “si tratta di una soluzione, una volta implementata anche la parte di blocco per i mobili non in roaming prevista per i mesi finali dell’anno, che consente di arginare il 95% delle chiamate in Cli spoofing”. Quel 5% mancante riguarda quelle chiamate effettuate dall’estero con numerazioni reali di specifici paesi ma effettuate da soggetti che operano illegalmente attraverso numeri internazionali in capo a operatori che agiscono violando le normative. “A oggi non è possibile tecnicamente bloccare questa tipologia di chiamate – spiega ancora Lombardi -, ma nel caso di quelle che venissero originate in Italia e gestite a livello nazionale gli utenti potranno segnalarle all’Agcom o alla polizia postale”. E le autorità avranno modo di bloccarle poiché l’identificazione dei soggetti nazionali potrà essere facilmente verificata.“È bene sottolineare – chiarisce Lombardi - che una soluzione che abbatta il fenomeno al 100% non esiste, ma in Italia nel giro di pochi mesi si assisterà a un radicale cambio di passo”. A partire dalla pubblicazione della delibera Agcom scatterà anche il timer per l’entrata in funzione della soluzione. Il primo intervento, dopo tre mesi, riguarderà il blocco delle chiamate dall’estero con numero chiamante italiano di rete fissa. E qui si arriva al 19 agosto. Il secondo, invece, entrerà in vigore dopo sei mesi riguarderà il blocco delle chiamate con numero chiamante italiano di rete mobile. Le attività del tavolo tecnico proseguiranno per identificare ulteriori misure, in grado di contrastare altre tecniche di contraffazione dell’identità del chiamante, nell’ambito delle chiamate gestite completamente nel territorio nazionale, monitorare l’andamento del fenomeno e assumere necessarie iniziative.Come funziona il blocco?Secondo i documenti interni di Agcom, lo stop alle chiamate si articola in 4 fasi.Fase 1 – Verifica iniziale da parte del carrier internazionale autorizzato in ItaliaQuando una chiamata vocale internazionale in arrivo presenta un Cli mobile nazionale (prefisso +393...), il carrier effettua una prima verifica:Se la numerazione appartiene ad archi non assegnati dal ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) ad alcun operatore mobile, secondo il database ufficiale, la chiamata deve essere bloccata immediatamente;Se la numerazione è assegnata a un operatore, il carrier identifica l’operatore responsabile: tramite il database Mnp (per i numeri portati) oppure tramite il database Mimiy (per numeri non portati). In questo caso, si procede alla fase 2.Eccezioni alla fase 1: la chiamata non deve essere bloccata se è diretta a:numerazioni di servizio mobili non portabili (secondo il database Mimit);numeri in roaming nazionale;numeri mobili associati a servizi (es. segreteria telefonica);numeri internazionali, ovvero non appartenenti al piano di numerazione nazionale italiano.Fase 2 – Verifica con query API verso l’operatore mobile identificatoIn questa fase, il carrier internazionale esegue una query API standard verso l’operatore mobile per determinare se bloccare o meno la chiamata.Casi in cui l’operatore richiede il blocco:numerazione non attiva sulla propria rete (anche se gestita da altri operatori);cliente registrato in Italia su rete 2G/3G;cliente non registrato in 2G/3G per qualsiasi servizio mobile.Inoltre, l’operatore può decidere di richiedere il blocco per motivi antifrode, per esempio:cliente registrato all’estero su rete solo 4G/VoLTE (es. in paesi con reti esclusivamente 4G);traffico anomalo con chiamate spoofing che utilizzano quel CLI;altre motivazioni interne di sicurezza.Casi in cui l’operatore risponde con "non blocco":nessuna condizione per il blocco è rilevata;è presente un errore tecnico che impedisce una risposta valida alla query.Casi in cui il carrier non blocca la chiamata, anche senza risposta utile:l’operatore mobile non risponde alla query nei tempi previsti;la risposta ricevuta non è conforme a quelle attese.[articolo aggiornato il 30 giugno 2025 con l'aggiornamento dei tempi di entrata in vigore del provvedimento]
Il piano di Agcom e operatori per bloccare le chiamate spam
Dal 19 agosto via in Italia alla soluzione tecnica per abbattere quasi totalmente lo spoofing proveniente dall'estero






