Roma, 9 lug. (askanews) – Giorgia Meloni ha passato la giornata al lavoro per preparare la Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina in programma domani alla ‘Nuvola’ dell’Eur. Il presidente Volodymyr Zelensky è arrivato già oggi nella capitale, dove ha incontrato papa Leone XIV e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Domani sono attesi 15 tra Capi di Stato e di governo, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier polacco Donald Tusk. Insieme a Meloni parteciperanno alla riunione in video-conferenza dei ‘volenterosi’ con il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer collegati da Londra.

L’evento, però, non può distrarre la premier dai ‘guai’ della politica interna, a partire dal caso AlMasri, che proprio oggi ha ricevuto un ordine di comparizione da parte delle autorità libiche. Il Tribunale dei Ministri italiano ha chiuso l’indagine sulla mancata consegna del generale libico alla Corte penale internazionale e secondo indiscrezioni gli uffici del Ministero della Giustizia sarebbero stati formalmente informati già da domenica 19 maggio – e non da lunedì 20 come dichiarato – dell’arresto di AlMasri e della necessità di sanare un ‘vizio di forma’ nel mandato spiccato dalla Cpi. In attesa di conoscere le determinazioni del Tribunale, le opposizioni vanno all’attacco chiedendo che il ministro Carlo Nordio riferisca in Aula e che si dimetta. “Ha mentito al Parlamento”, accusano Pd, M5s e Avs. “Mentire in Parlamento – afferma la segretaria Dem Elly Schlein – significa mentire al Paese e mentire al Paese è una pratica che una democrazia non può mettere in atto senza che ci siano delle conseguenze. A questo punto ci aspettiamo che Giorgia Meloni torni alle Camere a chiarire una vicenda che sta fortemente danneggiando la credibilità e la dignità dell’Italia”. Anche Matteo Renzi chiama in causa la premier, accusandola di aver raccontato una bugia. “Oggi – assicura il leader Iv – confermo che non finisce qui: AlMasri, Paragon, il rifiuto di rispondere in Aula sono tutti segnali di un Governo debole e bugiardo”. L’informativa di Nordio comunque non sarà domani, come richiesto, perchè – ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani – “il governo sta valutando” e “ci vuole del tempo per organizzare un’informativa”.