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Il gigante dei chip è diventata la prima azienda a superare la soglia simbolica di 4.000 miliardi di dollari di valutazione di mercato alla Borsa di New York

Ho sempre conosciuto Nvidia per i videogiochi, per quelle schede grafiche che ogni giocatore serio considerava un’arma indispensabile, una specie di estensione neurale della potenza visiva, con sigle indecifrabili come RTX, Ti, Super, Max-Q, e un’ossessione per il ray tracing che sembrava più importante della trama del gioco stesso. Nvidia era (e lo è ancora) sinonimo di performance grafica, l’azienda che permetteva di vedere il riflesso di una granata nel vetro di una macchina mentre esplodeva in tempo reale in Call of Duty, il marchio che separava chi giocava da chi aspettava che il gioco caricasse.

Finché non è arrivata l’intelligenza artificiale e il salto è stato totale. Voglio dire: le stesse GPU (le schede grafiche) nate per rendere più fluide le animazioni, più profonde le ombre e più dettagliati i capelli dei personaggi si sono rivelate perfette anche per addestrare modelli neurali. Anzi, non perfette: indispensabili. Oggi le GPU Nvidia sono lo standard globale per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli di IA generativa. Senza di loro, ChatGPT, Gemini, Claude, Midjourney, xAI, perfino i modelli interni di Meta e Amazon, semplicemente non esisterebbero, non potrebbero funzionare. Se l’IA è un cervello, Nvidia è il suo sistema nervoso.