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In Italia c'è solo un broadcaster che "davvero" prova a rivolgersi a un pubblico destinato ad allontanarsi dal piccolo schermo. È Mediaset
Il futuro passa dai giovani. Qualche volta è solo un luogo comune che all'occorrenza fa comodo sventolare. Nel caso dei mezzi di comunicazione no, è una implacabile verità che, ciclicamente, viene messa alla prova, generalmente dopo averla ignorata o trascurata. Ora tocca alla televisione, il "medium" re del Novecento che in questi anni passa sotto la forca caudina di un ricambio generazionale che non è mai stato così frenetico e impaziente. Risultato, tanti osservatori (ma non solo quelli) lamentano il progressivo teledisinteresse di Generazione Z e dintorni, in sostanza della fascia anagrafica compresa tra i quindici e i trentaquattro anni, una fascia peraltro pregiatissima non solo per gli investitori ma pure per la piattaforme, i social network eccetera. Bene, dai dati fatti vedere l'altra sera a Cologno, si capisce che in Italia c'è solo un broadcaster che "davvero" provi a rivolgersi a un pubblico destinato ad allontanarsi dal piccolo schermo. È Mediaset.






