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Esponenti dell'opposizione e stampa d'area hanno alternato giochi di parole più o meno riusciti a una irresistibile euforia per il presunto "schiaffo" assestato dai libici al governo italiano

Quando non si è abituati a festeggiare, di solito, si esulta per poco. Anzi, per niente. Così, a partire da martedì sera, da sinistra si sono sentite sopraggiungere voci rotte dalla gioia e scomposte reazioni di giubilo. Il motivo di tanto repentino quanto immotivato buonumore? Il "respingimento" del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi da parte delle autorità di Tripoli. Nel mondo progressista si fa largo un nuovo mito: il "respingitore" libico, riscattatore improvviso e imprevisto, ma ben accetto, di tante delusioni elettorali.

Un nuovo papa straniero, insomma.