Era l’ottobre del 1465 quando venne stampato il primo libro in Italia, e precisamente nel monastero benedettino di Santa Scolastica a Subiaco, che ora, 560 anni dopo, si fregia del titolo di Capitale Italiana del Libro. «Subiaco è l’ombelico d’Italia, è la genitrice del libro: sarà per sempre Capitale del libro perché è la sede naturale in cui il libro trova il proprio domicilio originario». Lo dice il ministro della cultura Alessandro Giuli dal palco del Teatro Narzio, davanti a una platea curiosa e attenta, che segue con orgoglio la cerimonia di inaugurazione.