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Dopo la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (TAR) dell’Abruzzo, si dovrà rivotare in 27 sezioni su 170 di Pescara per le elezioni amministrative che si erano tenute l’8 e il 9 giugno del 2024. Non è ancora stata stabilita una data per la nuova votazione, e nel frattempo l’amministrazione comunale di Carlo Masci, di centrodestra, manterrà il suo incarico per i compiti ordinari. Inoltre è da capire se questa storia avrà conseguenze penali: il TAR ha infatti trasmesso tutti gli atti alla procura di Pescara, chiedendo di verificare se siano state manomesse delle schede elettorali e, in quel caso, di stabilire le responsabilità. Al momento non si sa se la procura abbia già aperto un’indagine.
Masci ha già annunciato un ricorso al Consiglio di Stato, il tribunale del secondo e ultimo grado di giudizio per la giustizia amministrativa, contestando nel merito la sentenza del TAR. Secondo lui il TAR avrebbe «amplificato a dismisura meri errori di verbalizzazione dei presidenti» dei seggi elettorali, e al contempo avrebbe sminuito il «voto sostanziale» di elettori ed elettrici. Per Masci insomma la sentenza ha travisato fatti e numeri, e ha tratto conclusioni sbagliate.









