La nuova Pac 2023-2027 rappresenta un'opportunità cruciale per l'agricoltura siciliana che deve affrontare sfide strutturali come la frammentazione aziendale e le criticità infrastrutturali.

È il messaggio lanciato nel convegno 'Pac: l'esperienza Siciliana', organizzato a Ragusa nell'ambito del progetto di comunicazione per l'Italia sulla Pac cofinanziato dalla Direzione Generale Agricoltura dell'Ue, di cui ANSA è media partner in collaborazione con Confagricoltura.

Un momento di confronto tra imprenditori, tecnici e rappresentanti delle Istituzioni su un tema di importanza strategica per il futuro del settore, portato sul palco del teatro Donnafugata nel cuore di Ibla.

"Ci aspettiamo un cambio di rotta - ha detto Antonino Pirrè, presidente di Confagricoltura Ragusa - la Pac si avvicini alle realtà agricole siciliane, alla specificità del territorio, vogliamo aiutare le nostre aziende a essere più competitive attraverso progetti più innovativi". Per Biagio Pecorino, professore di Economia agraria all'Università di Catania sono tante le opportunità da cogliere nella delicata fase di passaggio dal Psr al Psp (Piano strategico Pac). "La Pac è uno strumento comunitario indispensabile per l'Europa - ha detto Pecorino - a Ragusa facciamo un punto sulle politiche di innovazione per essere più pronti e allineati con la complessità dei mercati, favorendo la sostenibilità e andando incontro ai bisogni dei cittadini. È essenziale snellire la burocrazia e migliorare la distribuzione delle risorse". Stesse criticità evidenziate dagli imprenditori Franco Gurrieri (La Mediterranea fiori) e Maria Elizabeth Modica (Azienda agricola Modica) che hanno sottolineato lentezze e lungaggini burocratiche, ma anche i grossi limiti infrastrutturali e le difficoltà per l'approvvigionamento idrico del territorio che frenano l'azione di chi vuole investire nell'innovazione dell'agricoltura siciliana. Dopo l'intervento puntuale di Giorgio Carpenzano, Capo dell'Ispettorato Agrario di Ragusa, che vanta uno dei più alti tassi di erogazione, ha chiuso i lavori il presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona, nel ribadire l'impegno della Confederazione nell'accompagnare le imprese nell'accedere alle nuove misure, promuovendo aggregazione e innovazione per rendere l'agricoltura siciliana più competitiva sui mercati internazionali. "In aree geografiche come questa, l'agricoltura è eroica perché deve affrontare criticità importanti - ha detto - siamo e continueremo ad essere nei tavoli dove si discutono i temi cruciali per il nostro settore".