Cosa vuol dire essere poveri oggi negli Stati Uniti? E come è possibile prendere coscienza dei privilegi acquisiti e metterli al servizio di chi lotta per avere condizioni di vita dignitose, il tutto da donna cresciuta in un ambiente conservatore e opprimente? Sono i temi al centro dell'intervento di Abigail Disney a The Big Interview, il nuovo evento di Wired in cui abbiamo sottposto ad alcune delle personalità più influenti e rilevanti in circolazione le questioni cruciali del nostro tempo.
Filantropa, attivista sociale e regista premiata, Abigail Disney è la nipote di Roy E. Disney, fondatore con il fratello Walt del gigante internazionale dell'intrattenimento. Dopo aver presentato il trailer del suo ultimo documentario (dal titolo più che mai eloquente: The American Dream and Other Fairy Tales) ha parlato del suo impegno sul fronte della giustizia sociale e del suo percorso personale, partendo dalle disuguaglianze che lacerano la società americana di oggi.
“Non si tratta solo di persone povere. Parliamo di persone che lavorano a tempo pieno e per le quali l'assistenza sanitaria è un lusso che non possono permettersi. Molto spesso non riescono a portare a casa abbastanza soldi per sfamare la propria famiglia”, ha spiegato Disney dal palco dell'università Bocconi di Milano. Questa è anche la questione al cuore del suo documentario, che parte dalla sua storia familiare per esplorare le storture del “sogno americano” e delle persone lasciate indietro dalla società statunitense. Donne e uomini a cui viene negato “l'accesso alla dignità – racconta Disney –, costrette a lavorare fino all'esaurimento totale e addirittura al collasso. E che non riuscivano comunque a far entrare nelle loro case quanto basta per garantire ai loro figli una vita anche solo leggermente migliore. Il sogno americano prevede che i tuoi figli abbiano una vita migliore della tua, anche se di poco. E al momento questo per loro è impossibile”.






