Bolzano è sempre lì, tra le città più calde d’Italia con il suo bollino arancione o rosso. Pur essendo al Nord e pur rappresentando, nell’immaginario collettivo, la capitale del fresco e della neve. L'anno scorso, per esempio, la massima più alta toccò i 37.1 gradi, l'anno precedente 37.3. Il meteorologo provinciale altoatesino Dieter Peterlin spiega le dinamiche microclimatiche della conca bolzanina, le ragioni dei temporali improvvisi e gli effetti già evidenti del cambiamento climatico.
Perché Bolzano è spesso tra le città più calde d’Italia, pur trovandosi al Nord?
«È un fenomeno tipico dell’inizio estate. Il mare, ancora relativamente fresco, mitiga le temperature delle aree costiere e del Centro-Sud. Bolzano invece è molto distante dal mare, quindi non beneficia di questo effetto mitigante. Ecco perché nei mesi di giugno, e a volte anche a maggio, le massime bolzanine si avvicinano o superano quelle del resto d’Italia. Poi, durante l’estate piena – luglio e agosto – le città del Sud tornano a superare Bolzano. Ma ci sono anche altri fattori strutturali che contribuiscono a rendere Bolzano una città molto calda».
Quali sono questi fattori?
«Bolzano si trova a soli 262 metri sul livello del mare, quindi non è poi così in alto. Inoltre la città è situata in una conca orografica: è aperta verso sud ma chiusa verso nord. Questo assetto geografico trattiene il calore, riducendo il ricambio d’aria e contribuendo all’accumulo termico».













