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L'impronta fu repertata ma mai analizzata: potrebbe essere della vittima o dell'assassino e riscrivere la dinamica

Nella spazzatura di casa Poggi, per il momento, è stato trovato il Dna di Alberto Stasi e Chiara Poggi. Nessun'altra traccia biologica è stata rinvenuta nei reperti sequestrati nella villetta in cui si è consumato l'efferato delitto. Questo, sebbene non fornisca informazioni differenti rispetto a quanto già stabilito con la sentenza di condanna definitiva di Alberto Stasi, fornisce un dato preciso: in quella spazzatura, benché siano passati 18 anni, c'è ancora del Dna utilizzabile. Non è un dato marginale, perché ci sono anche altri reperti che sono stati conservati dai quali è potenzialmente possibile estrarre il Dna.

Ovviamente non tutti. Dai 21 campionamenti effettuati nella spazzatura, al momento solo da 10 è stato possibile estrarre tracce biologiche, che appartengono tutte a Chiara tranne quelle trovate sul bicchiere del the freddo, che sono di Stasi. Ma che lui lo abbia bevuto è scritto anche nei verbali antecedenti questa nuova indagine, pertanto non ci sono elementi nuovi. Da 11 campioni, invece, non è possibile estrarre il Dna ma su 5 di questi sono state chieste indagini più approfondite. Tuttavia, non ci si aspetta molte novità su questo fronte, perché dalle prime rilevanze il Dna potrebbe essere della vittima. Ma l'incidente probatorio non si esaurisce con l'analisi di questi 21 campionamenti, perché ce ne sono decine che sono oggetto di verifica e ce ne potrebbero essere anche di più se venisse ammessa all'incidente probatorio anche la prova dattiloscopica.