È scoppiata dall’interno della palestra. E ha gonfiato la serranda sulla quale spiccava il cognome dei proprietari - «Di Napoli» - squassando via delle Azzorre, il palazzo e quelli accanto, insieme con le auto parcheggiate di fronte. Pezzi di mattoni scagliati come proiettili dalla parte opposta della strada, finestre in frantumi, carrozzerie ammaccate. Se bomba carta è stata - perché questa al momento è l’ipotesi preminente - quella che ha devastato la palestra di Gianni Di Napoli (più volte campione italiano super piuma) e del figlio Kevin, 28 anni, anche lui pugile, vicino a «Diabolik», Fabrizio Piscitelli, capo ultrà laziale ucciso nel 2019 all’Appio, e prima ancora al boss Salvatore Sibio, legato per chi ha indagato su di lui al clan Triassi, rivale degli Spada, era più potente di quelle che nel biennio 2023-2024 hanno fatto saltare alcune attività commerciali a Ostia.