Questa è una bella storia, perché in tempi denatalità – in Italia, nel 2024 si è toccato il minimo storico con sole 370mila nuove/i nate/i, 10mila in meno rispetto all’anno precedente, un terzo rispetto al picco di 1 milione e 35mila del 1964 - racconta di una nascita: Joanna, 41 anni, filippina, colf a Milano da anni, ha avuto il suo secondo bambino. Peccato che però ora, ed ecco l’aspetto crudo e sconcertante della vicenda, rischi di dover portare il suo piccolino nelle Filippine, dalla nonna che già cura il più grande (oggi tredicenne) rimasto con il marito. Dal primo settembre dovrebbe ricominciare a lavorare, ma iscrivere il bimbo all’asilo nido si è rivelata una impresa impossibile, la lista d’attesa è davvero troppo lunga per consentirle di avere speranza.
Neomamma sola e colf tra burocrazia e nido negato Fate restare Johan in Italia
Le lungaggini della burocrazia e lo scaricabarile tra istituzioni rischiano di negare il diritto a una mamma di crescere in Italia il suo bambino che ha poco più di due mesi, non ha ancora la tessera sanitaria e un pediatra. Intanto, dalle Filippine è già arrivato il passaporto






