Dabon, cioè “davvero”, in dialetto piacentino.

Il fatto che funzioni davvero è in effetti nei numeri della start-up che ha scelto questo nome (aggiungendo una h), realtà nata proprio in questo territorio appena 13 mesi fa ma già in grado di presentarsi sul mercato con applicazioni operative e “fatturabili”.

Legate al mondo dell’intelligenza artificiale e del machine learning, sviluppando algoritmi accoppiati a digital twin in grado di rilanciare l’efficienza, ridurre i consumi di energia, programmare al meglio le manutenzioni, migliorare i processi produttivi. Come capita ad uno dei clienti di Dabohn, Nordmeccanica (piacentina anch’essa), produttore di macchinari per il packaging che utilizza un’applicazione in grado di gestire le complessità produttive legate all’accoppiamento di materiali per realizzare imballaggi.

«A seconda del tipo di prodotto da realizzare - spiega il Ceo e co-fondatore di Dabohn Andrea Tagliaferri - il nostro software indica un setup particolare, quello che sulla base dei dati raccolti ha prodotto le migliori performance, operando su una massa che può arrivare a 100 parametri, tra temperature, tipi e quantità di adesivo, pressioni, velocità. E’ chiaro che i vantaggi crescono all’aumentare delle complessità del mercato, perché quando i lotti si riducono i tempi di setup e la qualità delle nuove regolazioni diventano parametri competitivi determinanti».