La Banca centrale europea ha dato il suo via libera all'offerta di scambio lanciata da Mps su Mediobanca. Un assenso pieno, senza vincoli, se non alcuni obblighi informativi a valle della conclusione dell'offerta tipici di queste operazioni (gli stessi chiesti per esempio per Bper-Sondrio). Nessuna soglia minima obbligatoria da raggiungere, dunque. Chiaro segnale dell'ottimo lavoro svolto dall'amministratore delegato del Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio a cui ieri anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha riconosciuto di aver condotto in maniera «brillante» l'operazione di salvataggio del Monte. L'Ops dunque va avanti. Non sono riusciti nell'intento di fermarla, né la “pillola avvelenata” tentata dall'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel, con lo scambio tra la partecipazione di Piazzetta Cuccia in Generali con la quota di Banca Generali posseduta dal Leone di Trieste, e nemmeno i tentativi di delegittimazione mediatica dell'operazione. Una “macchina del fango” che questa volta si è però impantanata.

Oggi Mps riunirà il consiglio di amministrazione per esercitare la delega per l’aumento di capitale a servizio dell’offerta. Poi toccherà alla Consob dare il via libera. L’Authority dei mercati ha cinque giorni dall’arrivo dell’ultima autorizzazione. Dopo la Bce mancherebbero solo alcuni via liber da autorità estere. Ma sarebbe solo questione di ore. È possibile dunque che l’offerta parta prima della metà di luglio.